Elezioni: come si vota dall’estero

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Le Elezioni e l’esercizio del voto sono un diritto e un dovere del cittadino che equivale alla massima espressione di civiltà di uno Stato, e tale diritto è garantito dalla nostra Costituzione.

Eppure per pigrizia, per ignoranza, sono sempre di più i cittadini italiani, soprattutto i più giovani, che si astengono da tale esercizio di civiltà, sottovalutando o non credendo affatto al contributo, invece essenziale, che essi potrebbero dare con il proprio voto al cambiamento e alla crescita del nostro Bel Paese.

Il Voto degli Italiani all’estero

Se gli italiani residenti nella Penisola votano sempre meno, al contrario la percentuale dei votanti residenti all’estero negli ultimi anni è aumentata, probabilmente soprattutto grazie alle nuove modalità di voto all’estero introdotte nel 2001, più semplici e accessibili.

A tal proposito, andiamo a vedere nel dettaglio come si vota all’estero per i cittadini italiani, quali operazioni compiere, a chi rivolgersi e le scadenze da rispettare.

Il voto dei cittadini italiani residenti all’estero è un diritto sancito dal comma 3 dell’articolo 48 della Costituzione italiana. È a tal fine, perciò, che è stata istituita una Circoscrizione Estero, utile per l’elezione delle Camere e per i referendum nazionali, che riserva ai rappresentanti eletti dagli italiani all’estero dodici seggi per la Camera dei Deputati e sei per il Senato della Repubblica, detratti dal numero complessivo di quelli assegnati dalla Costituzione ai due rami del Parlamento (630 per la Camera e 315 per il Senato). La circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. Non possono votare in loco, invece, come leggiamo sul sito del Ministero dell’Interno, “gli elettori italiani residenti in Stati con i quali il Governo italiano non ha potuto concludere accordi per garantire che il diritto di voto si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, oppure in Stati la cui situazione politica o sociale non garantisce, anche temporaneamente, l’esercizio del diritto di voto secondo tali condizioni”. In questi casi, lo Stato italiano adotta delle misure organizzative per dare la possibilità a questi cittadini di votare in Italia. A tali elettori viene inviata, da parte dei comuni nelle cui liste sono iscritti, una cartolina con l’avviso relativo alla data e agli orari per l’esercizio del voto in Italia.

Anagrafe Italiani Residenti all’Estero

Primo requisito per gli italiani all’estero per poter partecipare al voto, la registrazione della propria residenza all’estero presso il Consolato di competenza e l’iscrizione nell’Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (AIRE), da effettuarsi entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello della consultazione elettorale.

Per quel che riguarda le modalità di voto, fino alla fine del 2001 gli italiani che vivevano in terra straniera potevano votare solo ritornando fisicamente in Patria e recandosi presso il Comune in cui risultavano iscritti nelle liste elettorali. Con la legge 27 dicembre 2001, n. 459 (la cosiddetta legge Tremaglia, dal nome del parlamentare, Mirko Tremaglia, che l’ha proposta), invece, è stata introdotta per gli italiani all’estero la modalità di voto per corrispondenza, tramite i Consolati di riferimento (riservato esclusivamente alle elezioni politiche, per il rinnovo del Parlamento, e ai referendum nazionali). Tale modifica costituzionale, com’era prevedibile, ha portato ad un aumento considerevole del numero di italiani residenti all’estero che hanno esercitato il proprio diritto di voto. Con il voto per corrispondenza, infatti, la procedura è stata di gran lunga semplificata e, soprattutto, si sono abbattuti i costi (viaggio andata/ritorno in Italia), in gran parte a carico del cittadino stesso.

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Voto per corrispondenza

Ma come si svolge il voto per corrispondenza? Di norma, entro 18 giorni dalla data fissata per la consultazione elettorale in Italia, i Consolati e le ambasciate italiane all’estero inviano ai cittadini italiani sotto la propria giurisdizione, e iscritti all’AIRE, un plico elettorale contenente:

  • una lettera informativa sulle modalità del voto,
  • una copia della normativa in merito,
  • il certificato elettorale,
  • la scheda elettorale (o le schede, se si tratta di più votazioni contemporanee, come quelle alla Camera e al Senato per i cittadini che hanno raggiunto i 25 anni di età),
  • una busta bianca in cui inserire la/le scheda/e votata/e,
  • una busta pre-affrancata, recante l’indirizzo dell’Ufficio consolare stesso, in cui l’elettore dovrà mettere la busta bianca con le schede votate e sigillata e il tagliando del certificato elettorale e che dovrà reinviare al Consolato,
  • le liste dei candidati della propria ripartizione (in caso di elezioni parlamentari).

L’elettore dovrà inviare il plico al Consolato nei termini e condizioni indicati sul foglio informativo. Se entro 14 giorni dal voto non ha ancora ricevuto il plico, inoltre, può richiederne l’invio o la consegna a mano presso il Consolato di residenza.

La votazione va espressa esclusivamente con una penna con inchiostro di colore nero o blu. Le buste così raccolte, poi, vengono spedite in Italia dalle ambasciate per via aerea, entro il giovedì precedente alla votazione nazionale. Il loro scrutinio avviene presso l’ufficio centrale della circoscrizione Estero, istituito alla Corte d’appello di Roma.

Come si vota in Italia

E se risiedi all’estero ma vuoi votare in Italia? Questa modalità di voto, una volta l’unica possibile per i cittadini italiani residenti all’estero, resta ancora un’opzione possibile. In questo caso, devi inviare una comunicazione scritta al tuo Consolato di residenza entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello previsto per la scadenza naturale della legislatura o, in caso di scioglimento anticipato delle Camere o di indizione di referendum popolare, entro il decimo giorno successivo all’indizione delle votazioni.

A questo punto, vi starete chiedendo: e i cittadini italiani che si trovano solo temporaneamente fuori dall’Italia, pertanto non iscritti all’AIRE, non possono esercitare il loro diritto di voto? In realtà, con la legge 6 maggio 2015, n.52, la modalità di voto per corrispondenza è stata estesa anche agli elettori italiani che, per motivi di studio, lavoro, servizio statale o cure mediche, devono soggiornare all’estero per almeno tre mesi, nei quali ricada la data della consultazione elettorale nazionale. Per poter accedere a tale tipologia di votazione, essi devono, entro il trentaduesimo giorno antecedente la data di svolgimento delle votazioni, inviare al Comune, nelle cui liste risultano iscritti, un apposito modulo compilato, scaricabile on line, insieme alla copia di un documento d’identità valido. Tale opzione per l’esercizio del voto per corrispondenza può essere spedita via posta, fax, posta elettronica, o consegnata a mano, anche da una persona diversa dall’elettore interessato. In essa va indicato anche il motivo per cui si è all’estero. Grazie a tale richiesta, anche gli italiani presenti solo temporaneamente all’estero riceveranno, come quelli residenti e iscritti all’AIRE, il plico elettorale da parte del Consolato di competenza e potranno votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero.