Guida alla Donazione: come risparmiare

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Il codice civile prevede l’atto di donazione e quest’atto indica la volontà di una persona conosciuta come donante di trasferire liberamente un bene patrimoniale di proprietà a un’altra persona, a cui viene attribuito per legge il nome di donatario.

Quando vengono incluse anche i lasciti delle obbligazioni in questo caso si parla di donazione promissoria. Vediamo ora nel dettaglio tutto ciò che riguarda una donazione, compresi i costi, le modalità per risparmiare e come fare per rifiutare una donazione.

Indice

Donazione: cosa si può donare?

La legge disciplina quali siano i beni che possono essere donati al donatario: il donatore può intestare tutti i beni in suo possesso, mentre non può scegliere di donare beni futuri di cui non è ancora proprietario.

Se parliamo di immobili, vendere una casa avuta in donazione può risultare più problematico di quanto non sembri, specialmente se chi acquista deve accendere un mutuo o se è un acquirente che desidera comprare casa da privato.

Naturalmente, se il donante decide di includere anche i beni futuri, questo dev’essere consapevole, che quest’ultimi saranno comunque annullati ed eliminati dall’atto di donazione.

Perché effettuare una donazione?

Quando si effettua una donazione solitamente lo si fa per essere certi che un determinato bene entri in possesso della persona prescelta.

In molti casi il donante, sceglie di effettuare una donazione in favore dei figli, in modo tale che dopo la morte non si debba pagare la successione dei beni. In generale un atto di donazione prevede che il donante voglia dare a qualcun altro diritto di proprietà su un determinato bene.

In ogni caso, quando si effettua un contratto di donazione non si deve iscrivere su questo i motivi di tale atto, lo si può fare legalmente senza alcun vincolo. L’unico vincolo presente è la gratuità dell’operazione, ossia il donante non può chiedere in cambio di un atto di donazione alcun pagamento.

Infatti, nel caso in cui si verifichi un corrispettivo in denaro in cambio dell’atto, questo potrebbe portare a un’invalidità della donazione. Ci sono solo alcuni casi estremi nei quali si richiede quale sia il motivo dell’atto di donazione, in questi casi se vi un errore sulla motivazione, che sia di fatto o di diritto, secondo l’articolo del codice civile 787 e 788, ci può essere un’invalidità della donazione stessa.

Il diritto di ricevere e di donare

Come previsto dall’articolo 774 del codice civile, il donante per essere tale deve avere la piena capacità dei propri beni. Cosa s’intende con piena capacità? Semplice, coloro che sono minorenni, inabilitati o interdetti non possono in alcun modo effettuare una donazione dei propri beni.

Anche in questo caso però, vi sono delle eccezioni. Innanzi tutto se il minore è emancipato allora questo potrà liberamente scegliere di effettuare una donazione del proprio bene solo in caso di contratto di matrimonio, ossia sotto forma di donazione obnuziale. Lo stesso vale per gli inabilitati, che possono donare solo all’interno del proprio contratto di matrimonio.

Chi effettua una donazione dunque deve avere la piena capacità dei propri beni, differente è invece per chi la riceve. Infatti, secondo la legge Italiana, si può donare un bene anche ai nascituri, anche se non ancora concepiti.

In tal caso, l’accettazione per il ricevimento del bene dev’essere effettuata dai genitori e i beni devono essere amministrati dal donante o dagli eredi, salvo diverse disposizioni in ambito contrattuale.

Per la legge italiana anche le persone giuridiche possono fare delle donazioni, solo nel caso in cui questa capacità venga riconosciuta al momento della costituzione dell’atto. Inoltre, è possibile per queste anche riceverle, in questo caso però non è prevista un’autorizzazione amministrativa.

La donazione è un atto che dev’essere effettuata personalmente che non ammette di solito una procura speciale, a meno che non vi sia una procura speciale, che rientri nei casi specificati dall’articolo 778 del codice civile.

Come redigere una donazione?

Per redigere una donazione, a meno che non sia di modico valore, è necessario effettuare un atto notarile, altrimenti se l’atto non è redatto, la donazione risulta nulla.

Nel momento in cui la donazione viene effettuata dal notaio, l’accettazione può avvenire sia nello stesso momento, sia in un secondo momento, dopo che l’atto viene notificato al donante.

La legge notarile, comunque richiede che la donazione avvenga in presenza, obbligatoriamente dei due testimoni. Se si effettua una donazione riguardo a beni o cose mobili è necessario porre all’interno dell’atto notarile il valore di tale bene.

Donazione: Obblighi e Inadempienze

Chi dona un bene o un’immobile ha meno vincoli rispetto ad un contratto normale, quindi la responsabilità nei confronti della donazione è limitata esclusivamente a un’ipotesi di colpa grave o di dolo.

L’inadempienza del donante dunque sussiste solo nel momento in cui questa è attribuibile al donatario e non al donante.

Quando s’invalida o si revoca la donazione?

La donazione può essere invalidata e annullata, come succede per altre tipologie di contratto. Di solito la donazione viene revocata nel momento in cui all’interno dell’atto mancano tutti gli elementi essenziali a considerare tale atto una donazione vera e propria.

Non solo se le disposizioni espressamente sancite dal codice civile, non vengono rispettate, l’atto di donazione è considerato nullo. L’atto di donazione è nullo anche nel caso in cui venga effettuata una donazione senza la presenza di un atto notarile.

Se si chiede invece l’annullamento della donazione (il rifiuto), questa non può essere fatta valere dagli eredi: anche dopo la morte del donante, se l’atto di donazione non risulta valido è necessario effettuare l’atto di successione.

La revoca della donazione avviene nel momento in cui questa venga effettuata ma in presenza di due punti di gravità come: la sopravvenienza dei figli e l’ingratitudine del donatario. Il donante, infatti prima di donare un bene deve per legge suddividere equamente i suoi beni nei confronti dei suoi eredi. Non è possibile fare una donazione a terzi, senza lasciare nulla ai propri figli.

La revoca della donazione però non può avvenire nel caso in cui queste siano donazioni remuneratorie, o siano state effettuate all’interno di un contratto di matrimonio, come previsto dall’articolo 805 del codice civile. Invece, secondo l’articolo 800 del codice civile, il donante possiede il diritto potestativo e può togliere l’efficacia della donazione nei casi previsti dalla legge, senza alcuna dichiarazione da parte del donatario.