Inventarsi un lavoro: idee e strategie per ricominciare

inventarsi-un-lavoro

Inventarsi un lavoro è per molte persone una necessità perchè si è stati licenziati o l’azienda versa in crisi economica e non paga gli stipendi: non ci si deve scoraggiare ma rimboccarsi le maniche e darsi una strategie e un metodo per rimettersi in carreggiata,  bisogna applicare la cosiddetta resilienza, ovvero adattarsi alle difficoltà per ricominciare.

La prima cosa da fare è quella di aggiornare il proprio curriculum vitae e iniziare a proporsi ad altre aziende tramite i siti di ricerca lavoro, magari anche in un paese estero ma vicino alla nostra cultura come la Svizzera.

Inventarsi un lavoro: come ricominciare a 40 anni

L’Istat ha fornito la stima dei dati della disoccupazione aggiornati, dove si evince un leggero calo al 10% anche se aumentano il numero dei precari. Sono cifre che fanno capire la difficoltà che stanno vivendo sia i lavoratori che gli imprenditori negli ultimi anni.

Ci avviamo verso una cosiddetta Società Liquida, dove il posto fisso e il contratto a tempo indeterminato non saranno così scontati come in passato. La generazione degli attuali 40enni è quella che vive con più difficoltà il momento presente sia perchè in molti devono ricollocarsi dopo un licenziamento, sia perchè sentono l’incalzare delle giovani leve che premono per entrare in azienda: la classe media ha subito un forte colpo e molti sostengono che nel futuro potrebbe addirittura sparire.

Per un imprenditore è normale interrogarsi quasi quotidianamente sull’evoluzione del lavoro nei prossimi anni e sulle strategie che dovrà compiere per rimanere competitivo rispetto alla concorrenza. Non è lo stesso per un lavoratore assunto, che non è abituato a ragionare in termini di impresa ma solo in base all’effettiva competenza che deve svolgere.

resto al sud

Per tutti coloro che stanno pensando di cambiare lavoro, aprire un’attività propria o magari approfittare degli incentivi Resto al Sud o l’incentivo Neet Mezzogiorno, abbiamo voluto realizzare questa Guida pratica per inventarsi un lavoro: il titolo può sembrare ironico ma non lo è perchè è proprio in tempi di crisi che si sviluppano quelle idee imprenditoriali innovative che possono portare al successo.

La crisi, la cassa integrazione o un licenziamento possono e devono essere trasformati in un’opportunità perchè la vita comunque continua e va affrontata con tutte le difficoltà che porta con sè. L’imprenditore sa che deve rinnovarsi, sa che deve reinventarsi tutti i giorni.

Inventarsi un lavoro: fai ciò che sai fare bene

La prima cosa da fare è quella di ragionare sulle cose che riusciamo a fare molto bene, le nostre vere passioni, quelli che ora sono solo hobby ma che possono diventare un lavoro aprendo una partita iva per offrire servizi o un e-commerce visto che la Ue ha liberalizzato i prezzi ed ora si può vendere in tutta Europa facendo concorrenza diretta ai fornitori delle altre nazioni.

Molto spesso facciamo parte di community (motociclisti, sportivi, viaggiatori) che hanno bisogno di servizi o prodotti: incomincia a pensare come monetizzare le tue passioni.

Ragiona su questo e concentrati su un settore che conosci: la svolta può avvenire in una nicchia di mercato dove hai familiarità perchè sai come muoverti e come funziona. Iniziare un’attività in un settore sconosciuto è come muoversi al buio e non porta da nessuna parte.

Individuata la nicchia di mercato dove hai la competenza che ti deriva dalla passione e dagli hobby, devi iniziare a sviluppare un’idea e capire se può funzionare nel mercato. Molte idee iniziano da un’esigenza pratica: Mario Moretti Polegato, il fondatore di Geox ebbe l’idea della suola bucata per far respirare il piede dopo un’escursione nel deserto del Nevada: tornato in Italia iniziò a ragionare sul come realizzare un prototipo che presentò ai grandi big della calzatura mondiale che rifiutarono di finanziarlo, tanto che alla fine fu costretto a prodursi le suole da sè creando quell’azienda mondiale che è diventata negli anni Geox.

Inventarsi un lavoro: mettersi in proprio

Nella maggior parte dei casi, se reinserirsi in azienda è troppo difficile o addirittura impossibile per modalità e condizioni contrattuali, la soluzione migliore potrebbe essere quella di mettersi in proprio: in fondo l’Italia è il paese delle partite iva e della piccola e media impresa che è la struttura portante del Paese.

Potresti provarci anche tu, magari insieme a qualche ex collega di lavoro con il quale condividi una passione o con cui vai semplicemente d’accordo. Molte nuove piccole realtà imprenditoriali sono nate così, tra amici: un piccolo bistrot, una gelateria, un bar attrezzato per la pausa pranzo degli uffici.

Molti si sono dedicati all’agricoltura biologica che nel nostro paese ha avuto un incremento vertiginoso: ci sono molti bandi regionali che incentivano e finanziano gli agricoltori. Se hai la passione per la terra e vivi in provincia potrebbe essere una soluzione da valutare: attraverso la Coldiretti potresti ottenere tutte le informazioni al riguardo.

La fortuna di essere 40enni è quella di avere un’esperienza che un ragazzo di venti non ha. Sfruttala, pensa al tuo networking: le persone che conosci, il lavoro che fanno e le loro passioni, prova a coinvolgere amici e conoscenti nel tuo progetto.

Aprire un piccolo bed & breakfast non comporta grandi investimenti, così come si possono sfruttare le agevolazioni per la ristrutturazione e pensare di prendere in gestione un agriturismo o solamente la parte legata alla ristorazione. In alcuni casi si può pensare anche ad aprire un franchising, a patto che i fee di entrata siano bassi e l’affitto del locale anche.

Burocrazia e Finanziamenti

Rispetto al passato, oggi è possibile costituire una società direttamente online risparmiando e spesso azzerando i costi del notaio. Questo consente anzitutto di contenere i costi iniziali e poi di velocizzare la burocrazia legata alla costituzione di una nuova impresa (cosiddetta startup).

Sia la Comunità Europea che il Mise (Ministero Sviluppo Economico) aiutano le imprese con agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto: una volta individuato il tuo progetto imprenditoriale puoi cercare il finanziamento più adatto alla tua attività tra i tanti bandi presenti ogni anno: poco fa abbiamo citato Resto al Sud che è solo uno dei tanti disponibili.

Se si hanno le competenze si può tentare anche la strada dei concorsi pubblici: in genere le posizioni migliori sono per i laureati ma ci sono spesso concorsi pubblici con ottimi posti di lavoro anche per diplomati.

Dati Istat sulla Disoccupazione

Dopo la crescita del mese scorso a dicembre 2017 la stima dell’Istat degli occupati diminuisce dello 0,3%, tornando al livello di ottobre. Il tasso di occupazione scende al 58,0%. Il calo dell’occupazione nell’ultimo mese interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni.

L’intelligenza artificiale e la robotica stanno lentamente erodendo alcune tipologie di lavoro e lo faranno sempre più spesso nei prossimi cinque o dieci anni.

Risultano in diminuzione i dipendenti, sia permanenti sia a tempo determinato, mentre rimangono stabili gli indipendenti. Il nostro curriculum parla per noi: arricchiamolo con esperienze e facciamo dei corsi di aggiornamento, migliorando l’inglese e approfondendo software che conosciamo poco, questo può aiutarci a trovare un lavoro o a cambiarlo.

Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,8%, mentre quello giovanile scende al 32,2%. Dopo la diminuzione del mese scorso, a dicembre la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni cresce dello 0,8%. L’aumento interessa entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il tasso di inattività sale al 34,8% .

Il tasso di disoccupazione cala su base annua in tutte le classi di età, con variazioni comprese tra -0,1 punti percentuali per gli over 50 e -6,9 punti per i 15-24enni. Al netto dell’effetto della componente demografica, l’incidenza dei disoccupati sulla popolazione diminuisce in tutte le classi di età. Per le persone tra 15 e 49 anni il calo della popolazione amplifica questo andamento.

Al contrario la crescita della popolazione degli ultracinquantenni porta con sé anche una crescita della disoccupazione in termini assoluti in questa classe di età. Il tasso di inattività cala nell’ultimo anno tra gli over 50 mentre cresce nelle restanti classi di età, con variazioni comprese tra +0,1 punti per i 25-34enni e +1,6 punti per i giovani di 15-24 anni. Il calo della popolazione tra 15 e 49 anni influisce sulla variazione annua dell’inattività, attenuando l’aumento sia tra i 15-34enni sia tra i 35-49enni.