Mercato Immobiliare: come sarà il 2018

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Il Mercato immobiliare ha visto uno dei più grandi cali della sua storia – dopo una crescita altrettanto grande – e in molti si interrogano se la crisi sia effettivamente finita per questo settore e se i prezzi cominceranno di nuovo a salire.

Proprio recentemente ha colpito l’attenzione del pubblico e degli investitori la crescita che il franchising di Tecnocasa avrà nel 2018, con l’apertura di oltre 200 nuovi punti vendita in Italia, la domanda quindi sorge spontanea: il mercato immobiliare a ripreso a salire? Non proprio, ma andiamo con ordine.

Mercato Immobiliare: Andamento

E’ vero che Tecnocasa sta avendo un forte slancio riguardo alla presenza sul territorio, ma questo non significa necessariamente che il mercato immobiliare si sia ripreso: sono aumentate le compravendite, questo è vero, aumentate rispetto alle cifre di un paio di anni fa, ma i prezzi continuano a calare così come si evince dalle stime Istat.

In controtendenza rispetto ai valori immobiliari in europa che invece iniziano piano piano a salire. Da noi il declino dei prezzi sembra essersi non tanto fermato quanto rallentato ma comunque il valore perso rispetto a dieci anni fa è notevole.

Come interpretare allora la crescita di Tecnocasa: con due fattori a nostro avviso. Il primo è l’effettivo aumento delle compravendite, anche se a prezzi inferiori rispetto al passato e dunque un mercato che riprende a muoversi comunque.

Il secondo fattore che potrebbe giustificare l’espansione di Tecnocasa è quello da un lato della fine di tutte quelle micro agenzie locali che tendono a spostarsi sono un ombrello di un brand conosciuto, dall’altro l’entrata nel settore – ormai da qualche anno – di un player come Engel & Volkers che ha portato un deciso cambio di registro nel marketing dell’immobliare, e che ha dimostrato comunque che la qualità paga anche nel settore immobiliare e che anche in tempi di crisi ci può essere crescita a doppia cifra.

Mercato immobiliare: stima 2018 e 2019

Detto questo, la stima che si evince dai dati e dalle tabelle del mercato immobiliare in Italia è che presumibilmente per il 2018 e 2019 avremo un sostanziale rallentamento del calo dei prezzi ed un ulteriore incremento delle compravendite. Saranno i centri storici delle grandi città a farla da padrone mentre probabilmente i piccoli centri e le periferie dovranno vedere ancora i valori in leggero calo.

La stretta sui mutui potrebbe allentarsi anche se rispetto a dieci anni fa il fatto che la maggior parte delle delibere dei mutui venga fatta fuori dalla filiale alla quale viene richiesto il finanziamento (a parte le banche online) incide negativamente perché sono le stesse filiali a non sapere se il mutuo sarà effettivamente erogato o no. Non esistono predelibere, a parte forse quella che potrebbe fare Ing Direct, ma è un caso isolato: quando la filiale compila i documenti e li invia la decisione finale non è certo del direttore della filiale della banca.

Un dato particolarmente rilevante nell’aggiornamento dei prezzi degli immobili trasmesso dall’Istat è lo scollamento tra il prezzo delle nuove abitazioni cala del 2% circa rispetto al 2010 e quello delle costruzioni già esistenti che segna un crollo del 20% rispetto al 2010. Sulle case già costruite incide infatti il costo della ristrutturazione che sebbene calato in media al metro quadro rimane pur sempre un costo che rimane importante in termini di budget sul prezzo complessivo.

Insieme al prezzo degli immobili è calato anche il reddito delle famiglie o forse dovremmo dire che calando il reddito delle famiglie il mercato immobiliare non poteva fare altro che seguirlo? Anzi, possiamo dire che nei tre anni compresi tra il 2008 e il 2011, quando il prezzo medio di una casa aumentava, il reddito medio delle famiglie incominciava a calare, per arrivare nella situazione surreale attuale, dove abbiamo un andamento del reddito che non sembra poter sostenere l’andamento del mercato immobiliare.

Per la stagnazione (deflazione?) del mercato immobiliare molti investitori e analisti danno la colpa al fisco e alle tasse che pesano sull’acquisto di un’immobile, e a i costi legati all’atto notarile e ai costi stessi del mutuo. Sicuramente tutti questi fattori non fanno bene al mercato e una politica fiscale agevolata sarebbe auspicabile per la ripresa dell’esconomia. Considerando il fatto che la spina dorsale dell’economia dell’Italia sono proprio le pmi.

Mercato Immobiliare e Investimenti

Dunque il grande perdente della recessione globale e nel nostro paese è stato proprio il mercato immobiliare, gonfiato dall’euro e dai mutui al 100% a tasso variabile.

Ma gli investitori torneranno al mattone? Può darsi, perché le case a disposizione sono molte, tantissime nuove costruzioni nell’hinterland fanno fatica ad essere vendute e quindi non potendo investire – o non volendo – in borsa o nelle criptovalute, il mercato immobiliare rimane una delle poche alternative.

Nuovi modi per investire in immobili

Se è vero che la crisi stimola l’ingegno degli imprenditori, non potevano mancare nuove forme di investimento immobiliare, tutte nate negli ultimi due anni e tutte legate in qualche modo ai social network e agli investimenti stile app.

Tutte sono legate comunque ai bonus per le ristrutturazioni edilizie che consentono di ottimizzare anche stanze o seconde case che non vengono utilizzate.

Stiamo parlando di quello che viene definito Crowdfunding Immobiliare: è il caso della piattaforma di investimenti immobiliari Housers.com.

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Crowdfunding Immobiliare: Housers.com

Housers è un nuovo modo di investire in immobili: non si acquista più la casa o l’ufficio in toto, ma si partecipa al crowdfunding per l’acquisto e la ristrutturazione o meglio la valorizzazione di un immobile intero, in zone di pregio e in tutta europa. Oppure si investe in un’immobile che viene messo a reddito e si guadagna in percentuale sugli affitti, a seconda di quanto si è investito.

Housers offre anche la possibilità di partecipare all’investimento per la costruzione di un nuovo immobile oppure di investire in opere d’arte.

Vediamo come funziona. Ci colleghiamo al sito Housers.com e ci registriamo gratis. A questo punto, fatte le varie conferme dell’indirizzo email, inseriamo anche i documenti d’identità che serviranno ad aprire il conto Housers per investire.

Una volta validato il conto, possiamo iniziare ad investire nel crowdfunding immobiliare, con due modalità differenti: con bonifico bancario o tramite carta di credito.

Fatta la scelta della modalità di pagamento, si investe scegliendo la tipologia di immobile che fa al caso nostro. Nell’area privata personale segui il rendimento degli investimenti.

Pregi e difetti di housers.com? Sicuramente parliamo di investimenti che danno i propri frutti quando abbiamo dei grandi capitali da investire, ma al contempo il crowdfunding immobiliare sembra invece proprio un asset e quindi molto simile al forex e a tutti quei rischi che sono collegati ad investimenti di questo genere (primo fra tutti quello nell’arte, un settore volatile come pochi).

Lo stesso sito di housers.com richiama l’attenziona sulla cautela nell’investimento e soprattutto sulla diversificazione per contenere le perdite il che dovrebbe far riflettere su quanto sia delicato investire i propri soldi e perché sia rischioso farlo in maniera indipendente con lo smartphone.