Posizionamento su Google: come fare SEO

posizionamento su google

Google rappresenta il più grande generatore di traffico web del mondo, appena superiore al traffico generato da Facebook e Instagram: posizionarsi al primo posto nella ricerca di Google significa poter generare un traffico elevato diretto al nostro sito in web in maniera gratuita.

Google genera un traffico da ricerca organica, ovvero l’utente per trovare un’ informazione su un argomento la cerca direttamente su google. Proprio per questo avere il proprio sito tra i primi risultati nella ricerca di google vuol dire generare traffico ovvero attirare visitatori sul proprio sito e in questo la link building può essere un supporto importante.

Se vuoi iniziare ad approfondire il posizionamento du Google, in gergo detto SEO (Search Engine Optimization), segui la nostra Guida al posizionamento su Google che ti darà i primi necessari rudimenti per iniziare ad incrementare il traffico da ricerca organica sul tuo sito.

Il Posizionamento su Google ha delle regole

Chi effettua una ricerca su Google tende a cliccare sui primi dieci siti presentati da Google, cioe’ quelli nella prima pagina tra l’80% e il 96% dei casi, precisamente entro i primi tre o quattro risultati.

Ma come riuscire ad arrivare tra i primi dieci risultati nella ricerca Google per la keyword che ci interessa? E’ un lavoro lungo e che deve seguire delle regole ben precise e in molti casi (e per molte keywords) praticamente impossibile perchè ci si scontra con competitor che hanno migliaia di pagine pubblicate da anni e un’authority agli occhi di Google molto alta e conquistata in anni e anni di pubblicazioni.

Parliamo esclusivamente di Google e non di posizionamento sui motori di ricerca perchè ormai da diversi anni lo spider di Mountain View ha fatto terra bruciato intorno ai suoi competitor e non ci sono grandi alternative a Google se non DuckduckGo, Yahoo e Bing che comunque indicizzeranno in maniera automatica il tuo sito. Noi ci concentreremo solo sul posizionamento su Google perchè rimane il 90-95% del traffico da ricerca nel mondo.

Scelta delle keywords e della nicchia di mercato

Prima di procedere al lancio di un sito web o alla sua ristrutturazione o restyling bisognerebbe analizzare la nicchia di mercato dove posizionarsi e le conseguenti keywords per le quali vogliamo intercettare il traffico della ricerca organica.

Se il settore di competenza è l’economia, bisogna individuare al suo interno la nicchia dentro la quale posizionarsi in modo da ottenere traffico targhettizzato in base alle finalità del sito: un ecommerce avrà necessità diverse rispetto ad un blog.

Una nicchia di mercato nel settore Economia potrebbe essere la Finanza e andando ancora di più nello specifico si potrebbe ad esempio individuare il Forex.

Trovata la nicchia di mercato da aggredire, bisogna incominciare a realizzare l’infrastruttura del sito web.

La struttura del sito: dominio e hosting

Se stai lanciando un nuovo sito web (magari un blog) devi immaginarlo come il lancio di un nuovo quotidiano in un mercato dove i tuoi avversari sono il Corriere della Sera e Repubblica, dunque un mercato completamente saturo dove in realtà il tuo nuovo sito potrebbe risultare non interessante per il pubblico.

Sarà dura ma con i giusti accorgimenti puoi ritagliarti la tua nicchia di mercato. Ma ci vuole tempo e in molti casi denaro da investire in pubblicità su adwords, facebook e instagram.

Devi pensare che non puoi fare tutto da solo ma che hai bisogno di creare una piccola redazione nella quale dei collaboratori freelance che lavorano in remoto ti possano aiutare a realizzare contenuti in maniera continuativa.

Indicizzazione vs Posizionamento

L’indicizzazione e il posizionamento sono due cose completamente differenti. Per spiegarle dobbiamo prima capire come ragiona Google: lo spider scandaglia superficialmente il web in continuazione e quando trova un nuovo sito inizia a catalogarlo su google (indicizzarlo) in maniera automatica, anche senza che il sito sia stato inserito nel motore di ricerca attraverso la pagina aggiungi sito.

Lo spider di google continuerà a scandagliare il nuovo sito regolarmente e in maniera sempre più approfondita (deep) per tutto il tempo che il sito sarà online.

La Sitemap e il file robots.txt

Quello che dobbiamo fare noi è cercare di aiutare google in questa operazione di indicizzazione: fare in modo che sia veloce, completa e continua. Lo facciamo creando una sitemap che altro non è che la struttura ad albero di tutte le nostre pagine e immagini.

Se utilizzate wordpress potete generare la sitemap e il file robots.txt direttamente con il plugin Yoast Seo. Il file robots dovrà contenere al suo interno anche l’indirizzo della sitemap e dovrà essere inviato a google.

Google Search Console

Una volta fatta la sitemap dobbiamo inviarla a google e lo faremo attraverso un strumento fondamentale che lo stesso motore di ricerca mette a disposizione dei webmaster: google search console.

All’interno di Google Search Console possiamo monitorare costantemente l’andamento del nostro sito web: le pagine indicizzate, le ricerche effettuate dagli utenti e le keyword posizionate. La prima cosa da fare su Google Search Console però è quella di verificare una proprietà, cioè identificarsi come i gestori del sito. Google offre vari metodi per verificare una proprietà tra cui quello di inserire un file .txt nella root del sito.

Una volta verificata la proprietà del sito andrà inviata a Google la Sitemap, mentre il file robot sarà caricato in maniera automatica dal motore di ricerca su Google Search Console, quello che dovremmo fare è solo accertarsi che all’interno del file robots ci sia il link alla sitemap e questo lo possiamo fare tramite il plugin Yoast Seo.

Dominio SSL e Posizionamento su Google

Dal 2015 Google tende a preferire i domini ssl, quelli cioè su server sicuro https. Molti hosting come Siteground offrono già il dominio https incluso nel prezzo, in ogni caso la spesa è piccola perchè si tratta di circa 12-15 € all’anno. Una volta cambiato il protocollo SSL dovremmo aggiornare la proprietà su Google Search Console ed inserire il sito con l’https come primario, per evitare che Google vada in confusione e indicizzi i due protocolli e li identifichi come due siti differenti ma con contenuto duplicato (e quindi penalizzabili).

WWW o non WWW?

La scelta del www o non www davanti al dominio rimane esclusivamente una questione di gusto personale, irrilevante ai fini del posizionamento su Google. L’importante sarà identificare il dominio primario su Google Search Console.

Dominio .it o .com?

Non ci sono molte indicazioni al riguardo e anche la scelta dell’estensione del dominio sembra non essere particolarmente rilevante ai fini Seo, nel dubbio si tende a preferire il dominio .it se l’azienda o il pubblico di riferimento sono italiani e il sito è in lingua italiana. In ogni caso andrebbe acquistato anche il .com e puntato sul dominio principale, escludiamo l’acquisto del .net e delle altre estensioni.

Contenuti ottimizzati per il seo

Fatto questo possiamo iniziare a scrivere i nostri contenuti secondo delle linee guida che dovremmo sempre seguire per avere un buon posizionamento su google.

Titolo (tag title)

Il titolo della pagina o dell’articolo che stai scrivendo deve essere la parola chiave per la quale l’utente dovrebbe trovarti e la lunghezza del titolo deve essere compresa tra i 55 e i 65 caratteri.

Url Seo Friendly

La url deve essere identica al titolo e deve essere dinamica. Faccio un esempio pratico: il titolo della pagina e’ Guida Seo per Principianti, la url sara’ www.dominio.it/guida-seo-per-principianti

Devi separare le parole della url solo con il segno – senza usare underscore, numeri o altro e la url non deve finire con l’estensione del file .htm o .html.

Immagini

Ciascun immagine deve essere salvata in formato jpg (da evitare il png), ottimizzata nella grandezza massima usata sul sito e il titolo del file deve essere scritto con le stesse caratteristiche della url.

Va aggiunto per ogni immagine un tag alt che deve contenere al suo interno il titolo della pagina.

Impaginazione dell’articolo per il seo

Anche l’impaginazione dell’articolo deve essere strutturata nel modo migliore per essere facilmente letta e digerita da Google. A Google piacciono gli elenchi puntati e un ordine di lettura scandito e organizzato con i tag H: se il titolo dell’articolo è in tag H1, avremo i sottotitoli prencipali con il tag H2 e sotto di essi gli eventuali approfondimenti con il tag H3. Evidenziare della frasi o delle parole rilevanti con il grassetto o il corsivo farà poi capire a Google che quelle frasi sono per noi importanti all’interno dell’articolo e quindi ne terrà conto.

Quanti articoli pubblicare al giorno in un blog?

Marco Montemagno sosteneva in un’intervista che un nuovo blog dovrebbe pubblicare almeno 4 articoli al giorno per incrementare la sua authority presso Google e iniziare a posizionarsi nella ricerca organica. E’ chiaro che scrivere quattro articoli al giorno di 2.000-2.500 parole con contenuti originali e di qualità su keywords specifiche è un vero e proprio lavoro di redazione che non si può pensare di fare da soli.

Incominciate ad organizzare una piccola redazione in remoto con dei freelance ai quali commissionare gli articoli che verranno poi poubblicati regolarmente: la regolarità di pubblicazione è per Google segno di qualità. Concentratevi sui 5 giorni della settimana lavorativa, all’inizio potreste pubblicare un solo articolo al giorno, scrivendoli prima e schedulandoli per una pubblicazione automatica in seguito: con wordpress si può fare in maniera molto semplice.

Risultati del Posizionamento su Google

Dopo quanto tempo Google posiziona il mio sito? Questa domanda vale un milione di dollari: considerate che Google ha circa 200 parametri differenti per posizionare un articolo nel ranking e un fattore importante è sicuramente l’authority che il sito ha nel web.

Cos’è l’authority? E’ l’autorevolezza del sito, e si misura in contenuti di qualità pubblicati con regolarità e in backlink cioè in quanti altri siti o social network sono presenti articoli che linkato al tuo sito. Un alro fattore importante nella valutazione del posizionamento su Google è senz’altro la storia del sito: un blog appena aperto ha minore autorevolezza rispetto ad un blog che ha iniziato quattro anni fa, che pubblica regolarmente e che ha 2.000-3.000 pagine indicizzate e migliaia di keywords posizionate.

Ma con il duro lavoro e una pubblicazione costante si possono ottenere buoni risultati. Per tornare alla domanda iniziale, possiamo dire che quando pubblichiamo un nuovo sito online e inviamo la sitemap a Google, il motore di ricerca effettua una prima indicizzazione delle pagine con relativo primo posizionamento.

Sarebbe il caso di avere già all’interno del sito 30-40 pagine di articoli organizzati in non più di tre categorie: in questo modo Google riesce a capire di cosa parla il tuo sito e dove posizionarti.

Alla prima indicizzazione ne seguiranno molte altre più leggere che inseriranno i nuovi contenuti. Solo a distanza di uno o due mesi Google farà una ulteriore indicizzazione profonda del sito – detta deep – dunque il tempo medio per incominciare a vedere dei risultati seri di posizionamento varia sicuramente dai 3 ai 6 mesi.

Consideriamo anche che per entrare su keyword importanti nella prima pagina di Google possono volerci tra un anno a tre anni ma anche fino a cinque anni, dipende dalle keyword difficulty. Se siete all’inizio dovete solo preoccuparvi di inserire contenuti ben fatti in maniera regolare, solo successivamente potrete vedere dei risultati soddisfacenti: la fretta non ha senso nel posizionamento su Google.

Purtroppo questo molti clienti non lo capiscono e volendo risultati nell’immediato preferiscono investire su Adwords piuttosto che lavorare sul posizionamento insieme ad un professionista.