Quanto costa mettere in regola un dipendente part-time?

Quanto costa mettere in regola un dipendente part-time

Una domanda che si pongono spesso gli imprenditori o i commercianti che vogliono assumere un nuovo operaio è: quanto costa mettere in regola un dipendente part-time? Infatti, quando si sceglie di assumere un nuovo dipendente si sa bene che non basta pagare lo stipendio, ma per regolarizzare la sua posizione è necessario anche procedere al pagamento di altre spese come i contributi previdenziali e delle coperture Inail in caso di eventuali infortuni sul lavoro.

Assumere un dipendente dunque comporta dei costi specifici che vengono calcolati attraverso dei parametri precisi che valgono per tutte le aziende. Ma quanto costa assumere realmente un dipendente che deve lavorare part-time? Scopriamolo insieme!

Quali sono i fattori che determinano il costo di un dipendente part-time?

Come anticipato per riuscire a determinare il costo di un dipendente per un’azienda è necessario prendere in considerazione alcuni fattori specifici che servono per riuscire a calcolare i costi che vanno oltre a quelli dello stipendio. Gli elementi che è necessario considerare nel momento in cui si procede al calcolo dei costi previdenziali e assistenziali di un dipendente.

Secondo le leggi previste dal sistema italiano, i fattori determinanti sono:

  • Il settore d’appartenenza dell’azienda o impresa e la determinazione dello stipendio in base al CNL ossia al Contratto Collettivo Nazionale del lavoro
  • Il tipo di contratto (apprendista, tirocinante, dipendente, operaio ecc…)
  • Il livello che serve a inquadrare il dipendente (1, 2, 3, 4, o 5 livello)
  • Orario previsto durante la settimana (in questo caso dunque bisognerà considerare il tempo part-time)
  • Eventuali incentivi o sgravi contributivi previsti dallo stato al momento dell’assunzione

L’insieme di questi specifici elementi permette di effettuare il calcolo dello stipendio netto che bisogna dare al dipendente part time. Inoltre, bisogna considerare che nel caso d’assunzione part time è necessario procedere anche alla valutazione delle ore che dovrà fare il dipendente. Infatti, esistono diverse tipologie di part-time determinato dalle ore, quindi potrai scegliere tra un contratto a 18, 20, 24 o 30 ore.

Quali sono le spese da considerare quando si assume un dipendente part-time

Quando si sceglie di assumere un dipendente part time oltre al calcolo dello stipendio netto che avviene a seconda dei parametri che ti ho già illustrato, è necessario andare a individuare anche le spese che determinano lo stipendio lordo e che vengono pagate dal datore del lavoro, e che servono a garantire al dipendente alcuni specifici diritti come: il versamento dei contributi ai fini previdenziali, l’assicurazione sanitaria in caso d’infortunio sul lavoro, ecc…

Quindi per riuscire a definire quanto costa assumere un dipendente part time bisogna:

  • Effettuare il calcolo su quanto ammonta la retribuzione annuale lorda. Andando a rintracciare questo importo dovrai moltiplicare la retribuzione lorda che dovrai dare mensilmente al dipendente e poi moltiplicarle per 12 e infine dovrai calcolare anche le retribuzioni che dovrai dare per: permessi e ferie.
  • Calcolo del trattamento di fine rapporto. Ogni dipendente ha diritto ad avere il TFR, questa è una somma che il datore di lavoro deve “mettere da parte” mensilmente per il lavoratore, e che poi gli dovrà corrispondere alla fine del contratto di lavoro.
  • L’ammontare dei contributi INPS: per ogni dipendente part time è necessario versare una somma mensile all’ente di previdenza sociale per riuscire a finanziare la pensione futura, ma anche la maternità e la malattia.
  • Prestazioni Inail: questo prevede un pagamento mensile che servirà a proteggere il lavoratore in caso di infortuni. Questi sono dovuti obbligatoriamente dal datore di lavoro, il costo mensile delle spese Inail è determinato dal rischio del lavoro per il quale si è assunto l’operaio.
  • Ammontare dell’Irpef: in questo caso le spese Irpef sono a carico del dipendente, nonostante ciò è il datore di lavoro che dovrà procedere ad anticipare l’Irpef come sostituto d’imposta. Le detrazioni di queste spese vengono effettuate direttamente sulla busta paga.
  • Costi comunali e regionali: quando si assumono dei dipendenti in busta paga è necessario pagare anche le cosiddette addizionali regionali e comunali. Queste variano a secondo di dove è locata l’azienda e dal tipo di contratto che si effettua per il lavoratore, e anche dallo stato civile del dipendente ossia se sposato o single.

Come hai visto determinare il costo di un dipendente part time non è possibile in modo preciso, in quanto è necessario procedere a considerare tutti questi fattori, che andranno dunque a definire le spese da sostenere oltre allo stipendio netto che si deve dare al proprio dipendente.

Costa più assumere un dipendente part-time o full time?

In molti si chiedono se in termini di spese costi assumere un dipendente part-time oppure full-time. Naturalmente, la retribuzione di un dipendente a tempo pieno prevede dei costi superiori, per quanto riguarda le spese queste sono proporzionate alle ore che lavora un dipendente. Quindi se si assume un dipendente part-time o full time le tasse pagate avranno un andamento proporzionale che li rende equi tra loro.

Possono però esserci delle agevolazioni che portano un contratto a essere più conveniente rispetto a un altro. Ad esempio, se lo stato indice un taglio sulla spesa dei contributi questa potrebbe essere dedicata solo ai dipendenti full time, in questo caso dunque il dipendente con questo contratto costerà meno un’azienda.

Proprio per questo motivo, prima di procedere all’assunzione di un dipendente il consiglio è di confrontarsi con un commercialista o un consulente del lavoro che possa darti una risposta mirata sulle spese da sostenere per assumere un operaio part time.