Verifica e Controllo della partita IVA

verifica p.iva

La partita IVA è costituita da un codice numerico di undici cifre che viene rilasciato dall’Agenzia delle Entrate a qualsiasi soggetto che vuole dar vita ad una attività economica. Ci sono tre modi differenti di aprirla, anche online e senza notaio nel caso di una srls.

Ci si può recare presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate, compilare l’apposito modulo con i propri dati e consegnare il tutto allo sportello. Altro modo riguarda i servizi telematici messi a disposizione dal sito dell’Agenzia delle Entrate previa richiesta del codice pin personale. Infine ci si può rivolgere ad intermediari abilitati cioè quei soggetti che possono svolgere questa funzioni per conto terzi, questi sono in genere i dottori commercialisti, i Caf ed i consulenti del lavoro.

E’ possibile anche fare una verifica della p.iva di un’azienda, in maniera semplice e veloce. In questo modo possiamo vedere se la società effettivamente esiste oppure è stata chiusa – o nel peggiore dei casi messa in liquidazione.

Indice

Apertura e attivazione della Partita Iva

Qualsiasi sia la vostra scelta tenete conto che l’attivazione è immediata e non ci sono tempi di attesa. Sia che decidiate di utilizzare l modello cartaceo o telematico la richiesta della partita IVA si accompagna sempre all’indicazione di una serie di dati. In primo luogo i dati anagrafici del soggetto che intende richiederla ed in secondo luogo i dati relativi all’attività che si vuole svolgere.

Le attività economiche sono riclassificate secondo la tabella Ateco che altro non è che una tabella che classifica tutte le attività secondo determinati criteri. È importante prima di compilare il modulo o il modello on line di classificare esattamente l’attività economica in quale categoria si colloca. Questo perché la scelta di un codice Ateco comporta anche dei requisiti o obblighi formativi differenti.

I termini per l’apertura della partita IVA sono sempre di trenta giorni dalla data in cui si inizia l’attività, così come anche eventuali variazioni dei dati anagrafici della sede o dell’attività vanno comunicati all’ufficio sempre nei termini di trenta giorni con le modalità viste in precedenza.

Quando si apre la partita IVA si deve decidere se accedere al regime ordinario o forfettario. Il primo è meno vantaggioso rispetto al secondo perché prevede dei costi maggiori ed obblighi in più da rispettare.

Ma quali sono le spese che possiamo scaricare e quali no?

È possibile dedurre dal reddito i costi sostenuti per la propria attività. Non è possibile scaricare le spese ad uso personale, per esempio, un lavoratore freelance che svolge la sua professione dalla propria abitazione può dedurre i costi avuti per l’acquisto di un telefono, un computer, una stampante. Ricordiamo che le percentuali variano intorno a tre fattori che sono il bene, il soggetto ed il regime fiscale a cui appartiene. Riportiamo un altro esempio paratico. Se utilizzo il pc o il telefono aziendale è possibile dedurre i costi fino all’ 80%. Se ad esempio la macchina è in uso ai dipendenti si può dedurre i costi fino al 70% mentre se è utilizzata per scopi diversi fino al 20 %.

Se apparteniamo al regime fiscale ordinario le spese possono essere scaricate mentre chi accede tramite un regime forfettario non ne ha diritto in quanto già si beneficia di una tassazione molto agevolata. Per accedere al regime agevolato bisogna rispettare dei parametri molto vincolanti in termini di reddito, di fatturazione e di guadagno. Se non vengono soddisfatti si può accedere solo al regime ordinario. Per legge bisogna iscriversi al regime ordinario i lavoratori che nell’arco dell’anno fatturano più di cinquantamila euro oppure chi ha avuto un reddito da lavoratore dipendente superiore a trentamila euro o chi ha acquistato beni strumentali per un importo di ventimila euro. Se ci si trova nel regime forfettario e si superano questi limiti imposti si passa automaticamente al regime ordinario.

Nel regime ordinario la tassazione è più alta, si è soggetti al pagamento IVA, alle ritenute di acconto e non si ha diritto alla semplificazione contabile. Per quanto riguarda il pagamento dell’imposta sostitutiva IRPEF questa varia in base al reddito.  Da zero a 15mila euro corrisponde al 23%, da 15.001 a 28mila euro al 27%, tra i 28.001 a 55mila euro al 38%, tra i 55.001 e i 75mila euro al 41 %, sopra ai 75mila euro al 43 %. Risulta evidente che solo chi ha un redditi alti deve accedere al regime ordinario.

Controllo e verifica della partita IVA

Il controllo e la verifica della p.iva è gratuito ed è possibile farlo senza neanche la necessità di essere registrati ed è compeltamente gratis. I risultati dell’interrogazione non incorporano dati sensibili dando così la possibilità all’Agenzia delle Entrate di non rendere quest’area riservata. La pagina web ufficiale è sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA

Per quanto riguarda la procedura è semplice ed intuitiva. In primo luogo va inserita nel campo di ricerca la partita IVA da verificare. In secondo luogo bisogna inserire il codice di sicurezza testuale nell’apposito spazio dedicato.

Richiesta l’interrogazione verrà fornito lo stato della partita IVA che può risultare attiva, sospesa o cessata, chi è il titolare di quest’ultima cioè un soggetto o un impresa ed infine le date di inizio attività, l’eventuale sospensione o la cessazione.

Come è possibile trovare la partita IVA di un’azienda?

I motivi per cui potreste aver bisogno di rintracciare la partita iva di un’azienda potrebbero essere molto diversi fra loro. La prima cosa da fare è di andare sul sito dell’azienda stessa ed individuare nelle righe finali della home page o nella sezione “contatti” le informazioni dedicate alla partita IVA.

Questo metodo non sempre risulta efficace perché non tutte le aziende rendono la loro partita iva di dominio pubblico.  Un altro metodo è quello di verificare l’esistenza della partita IVA sul sito dell’Agenzia delle Entrate entrando nella sezione “servizi fiscali on line”.

Digitando nell’apposito spazio dedicato è possibile verificare tutte le informazioni relative alla ditta. Le informazioni sono la denominazione dell’attività, il nome del titolare o del legale rappresentante, lo stato dell’attività cioè se attivo, sospeso o cessato con la data d’inizio o eventuale sospensione o cessazione dell’attività stessa.  È chiaro che se dovete rintracciare la partita IVA questo servizio non vi risulterà utile.